Intervista all'avv. Mossuto pubblicata sul Giornale di Milano

diritto di famiglia, separazione, divorzio, affidamento condiviso, Firenze
  • Avv. Mossuto, quale branca del diritto predilige e perché?

Il diritto è materia ostica e difficile, ma non faccio mistero che ciò di cui preferisco occuparmi sono i casi e le problematiche inerenti alla famiglia. Ci sono situazioni, a volte drammatiche, da affrontare ma si cerca di dare il giusto conforto e altresì un supporto giuridico.

  • Quale sono le problematiche delle convivenze?

Purtroppo la famiglia oggi si sta sgretolando sotto i continui attacchi della civiltà moderna che, a furia di sbandierarsi come tale, finisce per rinnegare se stessa e i suoi valori più intimi. Le giovani generazioni fanno fatica ad assumere precise responsabilità in merito. Non ha tutti i torti l'ex Ministro Padoa Schioppa quando sostiene, anche in modo provocatorio, che oggi "i bamboccioni fanno fatica ad andare via di casa". La prima grande difficoltà è sicuramente economica, si stenta ad arrivare a fine mese e questo rende le coppie irascibili; e in più abbiamo perso quella che era la naturale predisposizione al sacrificio che contraddistingueva i nostri nonni. Inoltre, si sta sviluppando un nuovo fenomeno, le statistiche parlano chiaro in proposito. Le coppie miste sono sempre più numerose. Questo se da un lato raffigura un concetto di amore universale, dall'altro si scontra con la realtà. Dopo pochi anni, di solito due o tre, succede che la donna, quasi sempre straniera, tende a voler ritornare nel suo paese di origine, portando con sé i figli nati dalla relazione e scatenando le ire del compagno italiano che, davanti a problematiche serie e dolorose, deve necessariamente rivolgersi al suo legale per tutelare se stesso e la prole, frutto di un amore ormai dissolto.

  • Cosa ne pensa dell'affido condiviso?

Penso che sia stata una riforma epocale in quanto per la prima volta si è affermato il principio della bigenitorialità, inteso quale diritto di ogni figlio di avere un rapporto completo e stabile non con uno solo dei genitori, ma con entrambi. E ciò laddove la famiglia attraversi una fase patologica, con conseguente disgregazione del legame sentimentale di coppia tra i genitori nonché talvolta anche di quello giuridico.

  • La famiglia come è tutelata dal legislatore penale?

E' inutile negarlo. Oggi la famiglia necessita di una tutela a tutto tondo e sempre più vicina al diritto penale. Secondo le statistiche, è progressivamente più alto il numero delle separazioni giudiziali che hanno appendici anche in sede penale. Riguardo ai reati esistenti si può sintetizzare quanto segue: il legislatore penale tutela la famiglia sotto svariati profili. In primo luogo ha riguardo per il matrimonio come mero rapporto giuridico contemplando, per esempio, il reato di bigamia. In secondo luogo, interviene nella sfera privatissima della morale della famiglia, attraverso la punizione dell'incesto, anche laddove subordina la perfezione dello stesso reato alla presenza della c.d. Condizione obiettiva di punibilità, costituita dal pubblico scandalo. Ed ancora, persegue penalmente l'alterazione, la supposizione e/o la soppressione dello stato di nascita di un figlio, nonché reprime ogni violazione relativa all'assistenza familiare, avendo riguardo sia all'aspetto psicologico che patrimoniale.

  • Quali sono i reati più frequenti?

Sicuramente il reato di maltrattamenti i famiglia e quello di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il primo reat, ai sensi dell'art. 572 c.p., non presuppone necessariamente l'esistenza di vincoli di parentela civili o naturali, ma sussiste anche nei riguardi di una persona convivente more uxorio, perché anche in tal caso viene a crearsi, tra le parti, un rapporto stabile di comunità familiare, che il legislatore ha ritenuto di tutelare. Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, ex art. 570 del c.p., ricorre anche nella frequente ipotesi allorché il coniuge obbligato faccia venir meno i mezzi di sussistenza alla famiglia. Si deve aggiungere, tuttavia, che la mancata corresponsione dell'assegno stabilito dal giudice civile non è sufficiente a dimostrare la responsabilità penale dell'obbligato,. All'uopo, è necessario provare che in ragione dell'omissione siano venuti meno i mezzi di sussistenza ai familiari e che l'obbligato sia in condizione di corrispondere quanto dovuto o quantomeno che tale disponibilità sia venuta meno per colpa dello stesso.

  • I suoi collaboratori sono donne: una scelta a caso?

Decisamente una scelta. Io ritengo, e la mia esperienza in questo mi sostiene, che le donne abbiano la cosiddetta "marcia in più". Sono scrupolose, attente, intuitive e preparate, e poi hanno una maggiore capacità di comprensione e sensibilità verso le problematiche sottese al diritto, talvolta troppo freddo da necessitare, per quanto possibile, di umanizzazione.

  • Qual è la situazione di giovani avvocati oggi?

I numeri parlano chiaro. Siamo tantissimi, Se questo da una parte aumenta la concorrenza, rendendo le parcelle forensi più accessibili, d'altra parte la figura dell'avvocato non è più percepita come garante di legalità e giustizia. Sa, questa professione è molto dura al principio, ma poi diventa assorbente, quasi una scelta di vita. Siamo al servizio degli altri, al fine di risolvere ogni tipo di problematica, che riguardi un problema in famiglia, un mero sinistro stradale o un recupero crediti o ancora una più delicata questione penale, laddove entrano in gioco problematiche di onore e libertà.

  • Cosa spera per la sua categoria?

La cosa che mi auguro fortemente è che la nostra categoria si riappropri di quei valori e principi deontologici, non solo osservandoli sulla carta, ma sentendoli profondamente come valori ispiratori e di guida nello svolgimento della professione forense, tanto con i colleghi come con gli assistiti. E mentre Le parlo, mi sovviene alla mente un'immagine un po' retrò ma che spiega appieno il senso delle mie parole.... e penso a quando ci si salutava togliendosi il cappello... finezze comportamentali che suscitano un senso di nostalgia verso quel passato che non abbiamo vissuto e che mai più ritornerà.

 

 

 

 

Share by: