La responsabilità medica


La disciplina in materia ha recentemente subito delle modifiche profonde che vanno a mutare notevolmente, sul piano processuale, la posizione del paziente e quella del medico e della struttura sanitaria.

“ 1. La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata che, nell'adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell'opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti dal paziente e ancorche' non dipendenti della struttura stessa, risponde, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile, delle loro condotte dolose o colpose.

2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria ovvero nell'ambito di attivita' di sperimentazione e di ricerca clinica ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale nonche' attraverso la telemedicina.

3. L'esercente la professione sanitaria di cui ai commi 1 e 2 risponde del proprio operato ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, salvo che abbia agito nell'adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente. Il giudice, nella determinazione del risarcimento del danno tiene conto della condotta dell'esercente la professione sanitaria ai sensi dell'articolo 5 della presente legge e dell'articolo 590-sexies del codice penale, introdotto dall'articolo 6 della presente legge.”

In altre parole, con riguardo alla struttura sanitaria, questa risponderà dei fatti illeciti compiuti dai medici e dal personale sanitario secondo le regole della responsabilità contrattuale. In virtù di ciò il termine di prescrizione oltre il quale non si potrà più far valere il diritto sarà di dieci anni e il danneggiato dovrà semplicemente provare il titolo da cui deriva l'obbligazione (ad es. c.d. contratto di spedalità) rimanendo a carico della struttura sanitaria la prova dell'esatto adempimento. Il sanitario invece risponderà del proprio operato ai sensi dell'articolo 2043 c.c. e pertanto sarà sottoposto a un termine di prescrizione più breve (5 anni) e sarà chiamato a provare il fatto illecito, il danno, l'elemento soggettivo ed il collegamento dal quale risulta che la condotta è stata causa dell'evento.

Lo studio si occupa della tutela degli interessi del paziente patrocinando le controversie giudiziali e stragiudiziali, seguendolo e tutelandolo anche in ambito penale, materia caratterizzata dalla recente introduzione di un nuovo reato disciplinato dall'art. 590Sexies per cui:

"Se i fatti di cui agli articoli 589 e 590 sono commessi nell'esercizio della professione sanitaria, si applicano le pene ivi previste salvo quanto disposto dal secondo comma.

Qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico – assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto".

E' evidente l'importanza assunta in materia dalle cd. linee guida che dovranno però essere puntualmente predisposte mediante decreto ministeriale che dovrà essere costantemente aggiornato. 




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